Guarda la videonarrazione dello Step di Maggio:
Prima parte (6,50 minuti)
Seconda parte (7 minuti)
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Oppure leggi, qui di seguito, lo Step (tempo 18 mimuti):
Lessi qualcosa sui Lupi già una decina di anni fa, e proprio per riuscire a comprendere le dinamiche del Branco, dunque cercare di capire meglio come integrare i nostri Canidi domestici nelle nostre famiglie, che sono Branchi… Branchi misti.
Mi fu utile? Per quel periodo sì, perché in seguito, ascoltando vari educatori cinofili, i concetti di Capo branco, soggetto Alfa e dominanza, ritornavano sempre, dunque in quelle letture ci trovai della verità.
poi nella mia Vita è arrivata Emmanuela (di Etologia Consapevole®) e lei quei concetti me li ha letteralmente disintegrati.
L’ubbidienza, per lei deve essere COLLABORAZIONE e COMPETENZA;
Il Capo, deve saper essere un LEADER per il cane, E soprattutto una BASE SICURA;
L’Organizzazione gerarchica, si risolve assegnando ad ognuno il proprio RUOLO.
E forse proprio il voler esprimere al meglio il concetto di RUOLO, mi ha spinta a cercare nuovamente informazioni sui Lupi, ed attraverso la descrizione della loro quotidianità, comprendere come potrebbe viverci la mia Zazà all’interno di un Branco di cani, abituati a vivere senza l’interferenza umana, come i Cani ferali* del Centro-Sud Italia.

Noi non siamo abituati a pensare ai Cani liberi di esprimersi senza il controllo/supporto dell’uomo (condizione che invece è ancora concessa ai Gatti, pur se di proprietà). Ma il domandarsi cosa combinerebbe il nostro Fido potendo fare davvero il Cane (Mammifero predatore e preda, dedito alla caccia, alla difesa del territorio e volto alla sopravvivenza, come il suo lontano discendente Lupo), potendo fare il Cane libero, ed inserito in un Branco di conspecifici… ecco, il domandarselo, che cosa combinerebbe in una tale condizione, sarebbe davvero un inizio più costruttivo, per comprendere meglio il nostro Dog.
Lo ribadisco anche in questo Step di Maggio: i nostri Animali Domestici, all’interno della nostra famiglia, sono e saranno sempre i Piccoli di casa, proprio perché Domestici, dunque impossibilitati a fare tutto ciò che il loro istinto, e la loro discendenza dal Lupo, li porterebbe a fare ogni giorno.
Per questo motivo, quando uno dei nostri cani si comporta in modo esagerato o sbagliato, o inopportuno, i casi sono due: o glielo abbiamo insegnato noi, a comportarsi così, o gli abbiamo fatto credere che dovesse/potesse assolvere ad un ruolo, all’interno del suo Branco misto, al ruolo che quel comportamento ci indica, ad esempio il fare da Guardiano al giardino.
E quali sono i Ruoli dei vari componenti che formano un Branco di Lupi?
Gli individui più irrequieti, diventano indispensabili per la caccia.
Quelli più forti, per esempio in presenza di neve alta, sono quelli che tracciano una pista, permettendo al resto del Branco di spendere meno energie, durante gli spostamenti.
I soggetti più pazienti, diventano degli ottimi Caregiver per i lupacchiotti.
I più pacifisti, contribuiscono a sedare gli screzi tra gli altri membri, mettendosi in mezzo agli attaccabrighe e, con atteggiamento stoico e tranquillo, rimanendo in attesa che i litiganti si calmino.
Nel libro, da cui ho preso spunto per questo Step di Maggio, l’Autrice racconta di un Capo branco la cui occupazione preferita era quella di fare la lotta coi cuccioli, e di come ogni tanto fingesse di perdere, sdraiandosi sulla schiena e lasciando che il piccolo vincitore gli salisse sopra, agitando la coda soddisfatto della vittoria.
Il gioco, per i cuccioli e per i lupacchiotti prossimi all’adolescenza, è la palestra migliore per acquisire consapevolezza di sé.
Quel Capo permetteva a quel cucciolo di sentirsi forte, di maturare fiducia in sé stesso, perchè per un predatore, costretto a lottare per procacciarsi cibo e per difendere il territorio, è davvero una dote essenziale.
I Ruoli non vengono definiti in modo arbitrario, ma si assumono per proprio sentire: tutti gli individui cuccioli e giovani, protetti dalle attenzioni dei grandi, che li riportano all’ordine in caso di necessità, sono liberi di fare esperienze ed esplorazioni, così da maturare la consapevolezza dei propri punti di forza.
In questo modo, da adulti, si sentiranno pronti a dare il loro personale contributo, nelle battute di caccia, oppure nell’aprire i sentieri per gli altri o, semplicemente, nel contribuire alla continuità della specie.
Non solo le coppie dei Capo branco possono procreare.
Se il territorio garantisce le risorse essenziali per tutti, potranno accoppiarsi anche più femmine. In questo modo il Branco potrà godere di più individui giovani e forti, ed al contempo si creerà mutuo soccorso fra le partorienti, così da potersi alternare, per prendersi un po’ di riposo o contribuire al procacciamento del cibo, sicure di aver lasciato i cuccioli ben seguiti da un’altra mamma Lupa.
Più mamme insieme, significa anche che, in caso di disgrazia, nessun cucciolo rimarrà senza latte, e senza il fondamentale accudimento primario di mamma Lupa.
E quando troppi animali sono imparentati tra loro, ecco che possono essere accolti dei Lupi estranei a quel Branco.
Può quindi succedere che il Branco si imbatta in un adolescente in cerca della propria compagna, che poi decida di stabilirsi nella nuova famiglia.
Lo stesso adolescente, però, scelta la propria compagna, potrebbe voler rientrare, insieme a lei, nel suo Branco di origine.
Ma la nuova coppia avrebbe anche una terza possibilità: quella di creare un nuovo Branco, ed in quel caso partirebbe alla ricerca di un proprio territorio dove potersi insediare, percorrendo anche migliaia di chilometri, se diventa necessario.
Il Ruolo di Capo branco viene deciso dal Branco stesso, ed assegnato all’individuo che più di tutti conquista stima e rispetto dagli altri conspecifici.
Il Capo deve più di tutto essere un Leader.
Colui che, grazie alla propria esperienza ed alla propria indole, riesce a prendere decisioni in fretta e destreggiarsi al meglio nelle varie situazioni.
Un Leader che, come tutti gli altri, è più capace a fare delle cose, e meno avvezzo a farne altre.
Nel libro viene riportato anche l’esempio di un Capo estremamente capace nella caccia, che abbatteva le prede e poi si dedicava ad un buon riposo, per recuperare le energie, lasciando che fossero gli altri a sfamarsi per primi.
NON SI PARLA MAI di dominanza, nel libro, ma SOLO di coesione, collaborazione, mutuo soccorso, protezione, famiglia.
In Etologia i Lupi si distinguono in due categorie:
A > individuo coraggioso, energico, estroverso, che affronta tutto di petto ed a cui serve un po’ di tempo per riprendersi da un insuccesso;
B > individuo modesto e moderato, che pondera a dovere prima di agire e si adatta meglio alle novità.
Le coppie Capo branco sono sempre formate da un individuo A ed uno B, ma A e B possono essere sia maschio che femmina, e non è escluso che possa essere confermato un individuo femmina alla guida di un Branco, la quale poi dovrà scegliere il proprio compagno, complementare a lei, per una più efficace conduzione di quel Branco.
Uno dei capitoli che ho apprezzato maggiormente, è stato quello dedicato alla collaborazione tra specie differenti… molto differenti: i Lupi ed i Corvi.
Vi lascio un attimo nell’incredulità… perché ora andrò ad aumentarvela di intensità, approfondendo l’argomento.
Anche il capitolo dedicato al rispetto, che tutti gli animali, facenti parte di un unico territorio, hanno dell’habitat in cui vivono, è molto sorprendente, ma ho deciso di approfondire l’amicizia millenaria (di convenienza) che c’è fra Lupi e Corvi, per evitare di fare morali ambientaliste che non mi competono, e rimanere nel mood che piace a noi Pet lovers 😊
Sono tante le premesse che vengono fatte in quel capitolo. Le più importanti sono relative ad alcune caratteristiche che accomunano entrambe le specie: socievoli, attaccati alla famiglia, intelligenti e… decisamente opportunisti.
Quando il Branco si appresta ad una battuta di caccia, inizia un ululato particolare che richiama anche i Corvi, i quali poi seguiranno i predatori dall’alto, ovviamente tifando per loro.
E quando sono i Corvi ad intercettare un animale morto, iniziano a gracchiare per attirare le attenzioni dei Lupi. E perché?
Perché col loro becco non riescono ad intaccare la pelle di quella carogna, e dunque hanno bisogno di aiuto.
Successivamente Lupi e Corvi mangiano insieme, ed i Lupi mangiano sul posto fino a saziarsi, sapendo bene che il giorno dopo, di quel cadavere, non rimarrà più nulla, perché tutti i carnivori che passeranno di lì approfitteranno di quella vittima.
Ed i Corvi se ne ciberanno sul posto, ed anche ne trasporteranno sugli alberi, per averne di disponibile nei momenti più difficili (riuscendo ad accaparrarsi anche un Kg di carne a testa).
Anche i Lupi sono soliti accaparrarsi del cibo in più, da sotterrare e dunque conservare per altri momenti. Ma non sempre questa mossa risulta vincente, perché altri carnivori, Corvi compresi, accorgendosi di quel sotterramento, facilmente potranno rubare quel ghiotto bottino.
E questa preziosa collaborazione viene definita millenaria, che si è evoluta nel tempo, tanto che ora si osserva come il comportamento dei Corvi sia proprio differente con altri predatori.
Ad esempio, è stato osservato come solo il 30% dei Corvi si fidi di carogne di cui si stanno cibando Volpi o Coyote, e di come rifiutino completamente la carne servita dall’uomo, all’interno delle Riserve.
Ma l’aspetto che mi ha sorpresa di più, di questa inaspettata ed incredibile partnership, è il modo in cui, entrambe le specie, manifestino la volontà di mantenere integra tale collaborazione.
Lupi e Corvi, infatti, iniziano a conoscersi fin da cuccioli, e sono proprio i Corvi a costruire i loro nidi nelle vicinanze delle tane, apportandovi, di anno in anno, le dovute ristrutturazioni.
Sono i Corvi ad iniziare l’imprinting coi loro cuccioli, trasportando nel nido escrementi dei Canidi, così che i piccoli famigliarizzino coi loro odori.

Poi saranno i Lupacchiotti ad iniziare la conoscenza dei pennuti, quando usciranno dalle tane per le loro prime esplorazioni.
Per forza troveranno sempre un qualche Corvo adulto a farsi conoscere, e successivamente qualche esemplare piccolo. In questo modo, anche per quei cuccioli a quattro zampe l’odore di quei pennuti diventerà parte del loro mondo, e non gli susciterà nessuna reazione strana.
I Lupacchiotti, inizialmente sporcano solo in tana, per non lasciare tracce del loro odore in giro, e rischiare di attirare predatori. E’ mamma Lupa che tiene pulita la tana.
Poi iniziano anche a sporcare fuori dalla tana, per lo più nei pressi della stessa, perché le loro esplorazioni saranno ancora limitate. Ed a quel punto chi pulisce sono proprio gli amici Corvi.
Ed è sorprendente come i piccoli Corvi siano dispettosi nei confronti dei Lupacchiotti, rubandogli il cibo, pizzicandoli, spingendoli, e come poi siano i Canidi ad averla vinta sui Pennuti, per esempio facendogli degli agguati.
Lupi e Corvi… compagni di caccia, di giochi, ed anche di Vita, quando si tratta di avvisarsi reciprocamente, di pericoli avvistati da terra o dal cielo.
Alleati da sempre, da prima che l’Uomo si accorgesse delle potenzialità del Lupo, cacciatore ed anche guardiano e difensore del proprio territorio, ed arrivasse a decidere di prelevare dei cuccioli di Lupo ancora lattanti, per tentare di allevarli lui stesso, all’interno del villaggio, per sperimentare la domesticazione di quell’animale così prezioso, sia per la caccia che per la difesa del villaggio stesso.
Sorprendente vero?
Fantastica tutta la storia del libro che ho voluto raccontarvi, non vi pare?
Sapete che non ho intenzione di dilungarmi troppo, nello scrivere questi Step, proprio perché voglio dire tanto, ma non tutto in una volta… che di tempo ce n’è, per arrivare all’ultimo Step dell’anno 😊
E dunque vi lascio così, a continuare a fantasticare per conto vostro sul Branco di Lupi, sperando vogliate immaginarvi anche il vostro Fido inserito in quel gruppo di conspecifici (Canidi) a fare la sua parte, per contribuire alla buona salute del Branco.
Potreste definirlo un individuo A oppure B?
Sarebbe un buon Casanova, un simpatico Caregiver, o cos’altro ancora?
Non rispondete che sarebbe capace di fare solo del casotto, perché non viene menzionato nessun Lupo talmente incapace, o ‘disgraziato’, da creare solo dei guai.
Piuttosto si racconta di una Capo branco talmente dispotica e prepotente che alla fine perì, proprio per zampa del suo Branco, che decise di ribellarsi alla sua antipatia.
Se proprio volete definire il vostro cane un casinista, potrei suggerire di paragonarlo ad un qualche Lupacchiotto adolescente: che agisce pensandosi grande, mentre ancora gli manca la giusta esperienza per affrontare la Vita; che evita più che può il confronto con gli adulti, perché lui vuole fare da sé, in quanto lui si sente grande (e poi anche responsabile delle proprie azioni, più impulsive che ragionate, e delle sue stesse decisioni sbagliate).
Ma se l’età del vostro Dog, sempre casinista, è maggiore di 3 anni… bè… direi che, in effetti, sarebbe ora mettesse la testa a posto.
Ma l’adultità, per i nostri Canidi domestici, così come per i Lupi adolescenti, arriva attraverso l’esperienza, a volte semplicemente attraverso il gioco, dunque non è una questione di anagrafica, e non è solo colpa della sua indole o del suo carattere, se ancora si mostra così irrequieto/immaturo.
E’ decisamente colpa dell’ambiente in cui sta crescendo, magari povero di stimoli, o di possibilità che gli permettano di arricchire le proprie conoscenze, al fine scoprire le proprie potenzialità.
L’adultità arriva con la maturità, e la maturità di sviluppa vivendo, scoprendo, capendo, imparando…

Pensiero del cane:
- Se devo FARE CIO’ CHE MI DICI, ubbidisco senza perdere tempo a ragionare, ed ogni volta che NON mi arriva un comando, io faccio come mi pare… ragionando anche poco sulle conseguenze (in effetti NON HO PENSATO di averle già sperimentate, e che non mi erano piaciute).
Altra possibilità di pensiero, del cane:
- Se posso PROVARE a fare qualcosa, per poi COMPRENDERE come posso fare meglio, riuscirò a FARE DELLE VALUTAZIONI, per capire dove posso arrivare e quando mi devo fermare.
Di conseguenza, di fronte ad un’azione che mi porta sempre al vederti arrabbiato, od al perdere la libertà che mi era stata concessa (ad esempio dal guinzaglio), un giorno POTRO’ VALUTARE che è meglio che mi fermi prima che tu ti arrabbi, o prima di essere legato, e piano piano, ALLENANDO L’AUTOCONTROLLO, saprò gestire al meglio i miei istinti, usare la testa e finalmente mostrarmi adulto… cioè CAPACE… che è molto meglio del semplice riuscire ad essere ubbidiente.
*Per approfondire, vi lascio alla lettura di un articolo, non mio, dedicato ai Cani ferali, di cui ho accennato in questo Step di Maggio.
Ed ovviamente vi lascio la Bibliografia da cui ho tratto ispirazione:
‘La saggezza dei Lupi’ di Elli H. Radinger.
La differenza tra ciò che espone il libro della Radinger, e ciò che lessi in passato sui Lupi, dipende dal fatto che nel suo libro si descrivono Lupi selvatici, davvero liberi e svincolati dall’uomo.
L’Autrice, infatti, sostiene che osservando Lupi liberi si possono studiare le dinamiche sociali di un Branco, mentre nei Lupi che vivono nelle Riserve, si può fare una lettura limitata ai singoli soggetti, relativamente alle posture, ai diversi modi di comunicare e poco altro.
I Lupi di Riserva subiscono l’influenza dell’uomo, ed essendo costretti a vivere in quel preciso territorio, sono impossibilitati ad aggregarsi in modo naturale, con conspecifici scelti con un proprio sentire.
Tale condizione provoca indubbiamente un certo grado di stress, proprio per effetto dei limiti in cui sono costretti a vivere.
Di conseguenza esistono manifestazioni di aggressività, attivate anche solo per definire un proprio spazio o una propria idea/necessità, manifestazioni che sono state tradotte, da quei primi osservatori/studiosi, nei concetti di Dominanza, Soggetto Alfa, e conseguente idea che il Capo branco sia colui che comanda… invece che CONDURRE.
Insinuare questi nuovi concetti di coesione, collaborazione, mutuo soccorso, protezione, famiglia, che espone l’Autrice nel suo magnifico libro, ho ritenuto fosse molto importante, e spero la lettura di questo mio riassunto vi abbia sorpreso… quanto basta per pensarci un po’ su 😊
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