Un eterno dilemma

Aprile 2025 – Dedicato ai Cats

Questo mese ho deciso di espormi.
Voglio raccontarvi un po’ delle mie disavventure feline, perché, come dico sempre, ho avuto il coraggio di concedere a tutti i miei gatti anche la libertà, e pensare che i miei gatti siano più felici rispetto ai gatti che vivono solamente in casa… sarebbe una teoria da verificare, facendo domande proprio a loro.

Il mio primo gatto (primo in assoluto e completamente mio) entrò nel mio cuore nel 2008 e rimase un gatto senza nome: priva di fantasia lo iniziai a chiamare Mimi e Mimi rimase… eternamente.

Non avevo idea di cosa potesse aver bisogno un gatto, perché con i miei genitori avevo avuto esperienze solo coi cani, perciò chiesi informazioni al Veterinario e comprai un semplice manuale dedicato ai Gatti.
All’inizio, quando mi assentavo da casa, lo lasciavo chiuso in una stanza, perché chissà cosa avrebbe potuto combinare per casa, e quando mi decisi a trattarlo da Gatto, lasciandolo libero di gironzolare fra tutte le stanze, rientrando lo trovai beatamente rilassato sul divano e felice di rivedermi.

Il cambio (personale) più grande lo feci, appunto, quando trovai il coraggio di lasciare che uscisse di casa.
Abitando a piano terra, valutai che sarebbe stato davvero difficoltoso tenerlo soltanto dentro, ed essendo circondata da molto verde… mi dispiaceva privarlo di tutto quel mondo esterno.
Presi coraggio, lo accompagnai nelle prime perlustrazioni, poi iniziai a dargli fiducia e lui mostrò di meritarsela tutta.

Una volta mancò all’appello per ben due giorni ed io rimasi in apnea finchè non lo ritrovai. A riportarlo in casa fu mio padre, che lo raccolse appena fuori dal nostro cancello, in evidente stato confusionale e pieno di prurito addosso, che sanai con un bel bagno.
Credo si perse seguendo un altro gatto giovane del quartiere, suo amico, che non venne mai castrato, e che per questo aveva iniziato ad allungare le distanze, durante le sue perlustrazioni, ed a rientrare a casa con sempre meno regolarità (finendo per non rientrare mai più, qualche mese dopo).

Successivamente entrarono nella mia vita Simba e poi Pelù, e con quest’ultimo di momenti angoscianti ne ho vissuti tanti, per diversi motivi, ed essendo davvero un gatto particolare, lo persi per ben 3 volte.
La prima volta la annovero anche se si risolse con poco, trovandolo chiuso, dopo appena 24 ore, dentro al nostro sottoscala, dove avrebbe potuto farsi sentire e vedere, e dove, invece, preferì farsi un lungo sonno di 24 ore.
La seconda volta lo ritrovai dopo 5 giorni, ad 800 mt. da casa, un po’ smagrito ma incolume.
La terza volta lo trovai a poche centinaia di metri da casa, come se avesse perso la bussola ed avesse preso a destra, invece che a sinistra. Lo ritrovai dopo 3 giorni, ferito… non si capì come.

All’epoca non andava di moda controllare il microchip ai gatti, perché di fatto in pochi lo avevano, perciò ogni volta lo ritrovai grazie ai volantini sparsi per il quartiere ed oltre (c/o dei punti di maggior passaggio: edicole, forni, pali delle piste ciclopedonali, bacheche), e pubblicandolo sulla pagina Facebook proprio dedicata agli Animali smarriti/trovati, della nostra provincia.
Aveva 3 anni quando finalmente accorciò il raggio di azione intorno a casa, forse per effetto dell’ultima brutta disavventura, o comprendendo proprio la sua fragilità. Questo mese compie 13 anni e, dopo un piccolo intervento affrontato a Dicembre, mi sembra quasi ringiovanito… grazie al cielo.

Nonostante queste prime brutte disavventure, continuai a lasciar liberi i miei gatti di giorno, ed il primo che si mostrò più ostile al coprifuoco notturno fu Oscar, che sta per compiere 12 anni.
Lui lo definisco un Gatto mannaro, perché è soprattutto nelle notti di Luna piena che fatica a rincasare con una certa puntualità.
E lui di notti fuori, purtroppo, ne ha fatte, ed ogni volta che decidevo di chiuderlo anche fuori dal garage, ottenevo che la sera successiva fosse il primo a rincasare, dimostrando che, anche lui, gradiva molto la protezione di casa (tana), ed il dormire sul lettone con me.
E sono due anni che anche lui rientra molto puntuale alla sera. Evidentemente inizia ad accusare una maggiore fragilità, vista la sua età, e dunque sempre più inizia a preferire la protezione di casa, piuttosto che viversi delle notti brave in quartiere.

Tornando al mio primo gatto, un altro dei mici del quartiere, con cui spesso lo vedevo insieme, ebbe un brutto incidente, e per questo rimase tripode per i successivi 15 anni. Pensai alla sfortuna che ebbe quel gatto e pregai che non potesse mai succedere ad uno dei miei.
Di verde ce n’è davvero molto, intorno alla mia casa, non è necessario arrivare fino in fondo al viottolo o addirittura sulla strada principale, molto più distante, ed anche ben trafficata.

Ma è proprio su Via M.ri di Cervarolo che è stata investita la mia Fabi…
Ci fu un giorno che mi seguì fin sopra al marciapiede di quella strada, perché non riuscii a farla tornare indietro, mentre portavo Zazà a passeggiare. Quel giorno capii quanto non le facesse paura il traffico. Tornai indietro, per riportarla al parco adiacente casa, ma chissà chi seguii quel giorno che, arrischiandosi fino a là, le fu fatale… Chissà per quale motivo si avventurò nuovamente nel pericolo…
Lei, forse più di Oscar, era una ribelle, un’inquieta, una spavalda.
Ho fatto pace con quella tragica esperienza, perché in nessun modo, perdendo Fabi, avrei provato meno dolore.
Anche viverla fino alla fine dei suoi giorni, magari 20 lunghi anni, non mi avrebbe provocato meno dolore.

Accettare di averla persa è stata durissima, comprendere, col tempo, il senso del suo destino mi ha fatto trovare un po’ di sollievo, anche se per mesi ho sperato che il suo musino riapparisse da dietro la siepe.
Ed anche il suo continuo manifestarsi in altro modo, mi ha convinta di come sia stato un disegno perfetto, quello del suo passaggio nella mia Vita: aveva solo 3 anni ed aveva assolto al suo compito, fino in fondo, per questo doveva già andare.
Mi manca tutti i giorni, come mi mancano gli altri che ho perso in questi 17 anni da gattara, e tutti li ringrazio per gli anni che mi hanno donato e per ciò che mi hanno lasciato.
(trovate in fondo, nei suggerimenti di lettura, il link ad un articolo che ho scritto proprio su questo tema, che ho maturato grazie a Fabi, e prima ancora al Mimi)

Ed in ultimo voglio parlarvi di M., un gatto rosso con un orecchio particolare, che fu il segno distintivo che gli permise di ricongiungersi alla sua famiglia dopo ben 5 mesi.
La sua proprietaria stava cercando una Cat sitter che potesse ospitarlo durante le vacanze estive, ed io non riesco a fornire questo tipo di servizio, perciò mi proposi per seguirlo al loro domicilio, mettendole sul piatto della bilancia gli aspetti positivi del lasciarlo nel proprio ambiente.

La signora era convinta che il gatto avesse bisogno di compagnia, e trovò disponibili dei parenti che vivevano in una provincia confinante alla nostra. Ed il gatto riuscì ad evadere da quella casa, che non era la sua, e di lui si persero le tracce.
Nel profilo Facebook di cui ho già accennato, ogni volta che veniva trovato un gatto rosso, compariva anche il commento della sua famiglia, che chiedeva di verificare l’orecchio di quel trovatello.
E così, 5 mesi dopo, con grande fatica, due persone riuscirono a recuperare un micio rosso caduto in un tombino, vivo, vegeto, paciuto, ed ovviamente sconvolto per quella brutta disavventura, vissuta in quella fredda giornata invernale.
E si trattava proprio di M., l’orecchio non mentiva.
M., che l’Estate seguente divenne un mio nuovo cliente fuseggiante, perché dalla sua casa non venne spostato mai più.

Di giorno vive libero, in condizioni decisamente meno verdeggianti rispetto ai miei gatti, ed anche lui deve attenersi al coprifuoco serale, dunque dorme in casa… sul lettone con la famiglia.
Quando i proprietari vanno in ferie, però, mi è vietato di lasciarlo uscire.
Passo da lui per aprire gli scuri e permettergli di guardarsi un po’ il mondo, e la sera lo faccio stare un po’ sul balconcino finalmente in ombra, prima di lasciarlo nuovamente da solo.
E lui mi miagola forte, le prime due o tre giornate, poi si rassegna e si fa bastare le mie attenzioni e la viste del mondo dalla finestra, continuando a mangiare, bere ed usare la lettiera, e dunque mostrandosi sufficientemente sereno, nonostante la prolungata reclusione.

Gatto dentro o gatto fuori?

E’ da sempre un eterno dilemma, al quale risponderò sempre alla stessa maniera.
Gatto amato.

Libero di uscire sapendo di avere una base sicura, dove poter trovare riparo la notte, e cibo quando non ha avuto modo di cacciare e gli è venuto un languorino.

Oppure protetto in casa e lo stesso felice di poter fare qualcosa da Gatto: una caccia alla crocchina; una contemplazione al mondo esterno, dalla finestra, o sul balcone messo in sicurezza; una pennica rialzato, o riparato dal caos della casa, in presenza di altri gatti, o di un coinquilino cane un po’ invadente, o di bimbi piccoli un po’ imprevedibili.

Questo percorso ‘Step by step’ vuole sensibilizzare circa le esigenze dei Gatti, che sono le stesse sia che vivano liberi o che vivano in salotto.
Perché si sentano dei gatti fortunati devono sentirsi accuditi, mai annoiati o abbandonati a sé stessi.

E forse verrà il giorno in cui dovrò trasferirmi e non troverò una casa idonea per far star liberi i miei gatti. E li farò adattare alla nuova situazione, dandogli l’agio migliore che potrò concedergli e dedicandomi a loro in modo un poco più attento.
Ed a quel punto la più serena sarò sicuramente io, perhè ho avuto sì il coraggio di lasciare i miei gatti liberi di giorno, ma poi, ogni sera… ringrazio il cielo nel riuscire a chiuderli in casa ed averli al sicuro… almeno durante la notte.

SUGGERIMENTI DI LETTURA:

Un semplice passaggio
Non è mai facile lasciarli andare, accettare il loro fin vita.
Tutti i gatti che ho perso, li ho persi sempre troppo presto e nel modo sempre troppo ingiusto.
Ma anche la Morte fa parte della Vita, e conclude un ciclo che, come tutti i cicli, poi ricomincia in altro modo.
Ecco perchè ci ho tenuto ad inserire, nel Blog, un pensiero del tutto personale sul come ho imparato io ad accettare il fine vita dei miei tesori pelosi… ma non solo…

Ci tengo anche ad inserire nuovamente il link del Profilo Facebook che, nella Provincia di Reggio Emilia, riesce a fare davvero miracoli, nel riportare a casa Animali domestici smarritisi per qualunque motivo
https://www.facebook.com/groups/261728268580?locale=it_IT

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