Sono davvero felice tu stia entrando in questa sezione alla ricerca di una risposta per il/i pelosi miagolanti che stanno vivendo con te.
Al momento, ne Il mio diario, i racconti si ispirano principalmente a ciò che ho vissuto lavorando con dei cani, ma questa estate ho davvero fatto una scorta di esperienze importanti con dei clienti miagolanti proprio eccezionali, e certamente ne verrà fuori un bel pacchetto di articoli simpatici e spero altrettanto utili a chi vorrà darne lettura.
Anche se nella mia vita da un anno e mezzo è arrivata una cagnolona di nome Zazà, sono stati proprio i 7 gatti che hanno conquistato il mio cuore negli ultimi 15 anni a farmi arrivare fino a questo bellissimo traguardo del Blog.

Ragion per cui, ogni volta che organizzo una iniziativa che coinvolge solamente i proprietari di cani, un po’ per provocare (per gioco) ma anche per dovere (e parcondicio), indosso sempre una maglia felina e virtualmente porto anche i miei miciotti a quella inziativa… Tutti e 7, anche quelli che hanno abbandonato questa dimensione terrena.
Il gatto viene spesso sottovalutato, da chi non ne ha mai amato uno.
Il gatto viene trascurato, da chi lo pensa autonomo e dunque meno bisognoso di accortezze, per esempio rispetto ad un cane.
Il gatto non è asociale. Il gatto riesce a vivere in gruppo (esistono le colonie feline). E’ certamente un animale sociale, ma poi… ma poi è anche solista…e per me molto Zen.
Del gatto se ne parla sempre poco, tant’è che il corso online interamente dedicato ai gatti, di etologiaconsapevole.it, mi parve quasi un miracolo e mi piacque davvero moltissimo.
Ho fatto tanta palestra con la mia cagnolona Zazà, in questo ultimo anno e mezzo, e sono felice dei risultati che ottengo nel mio lavoro anche in autonomia, quando mi dedico a dei binomi dove il peloso abbaia scodinzolando.
Ma…l’obbiettivo che mi sono data, per questo 2023, è proprio quello di riuscire a creare più cultura circa le esigenze di queste creature per me magiche, che miagolano su questa Terra fuseggiando.
E voglio partire dalla base, fornendoti un piccolo vademecum che ti porterà ad un accudimento più efficace nei confronti dei miciotti che stanno vivendo con te. A maggior ragione se ti stanno creando problemi.
Spero possano esserti davvero utili questi piccoli accorgimenti che vado a pubblicare, perché magari ti basta avere per loro semplicemente un occhio di riguardo in più,.
Perché se anche non possono fare chiasso abbaiando, come fanno i nostri amici cani, nel loro agire sempre molto silenzioso e discreto a volte si nasconde tanta incomprensione derivante dal fatto che siamo di speci differenti – noi e loro – e per quanto li amiamo alla follia e pensiamo di fare davvero molto per loro, forse, per effetto del nostro non conoscere davvero il mammifero Gatto, non immaginiamo possano patire per delle nostre piccole (involontarie) mancanze.
Te lo espongo ad elenco e poi mi dilungherò, settimana dopo settimana, ad approfondire ogni punto che ho pensato di dover citare.
L’accudimento più efficace che mi sento di consigliarti:
– Concedigli di osservare il mondo, anche solo da una finestra, e più che puoi concediglielo in autonomia (per esempio senza che debba sempre richiederti di entrare ed uscire da un balcone; se ti è possibile, lasciagli autonomia);
– Proponi dei passatempi al tuo gatto, da fare insieme ed anche da lasciargli a disposizione, un po’ a rotazione, nell’arco della giornata o della settimana, così che non arrivino a stancarlo;

– Concedigli verticalità, cioè il poter muoversi in altezza, il saltare in su… Magari regalagli una palestrina, piuttosto alta, da alloggiare vicino ad una finestra, o nella stanza dove la famiglia vive di più, oppure in prossimità della porta di ingresso della casa (un tiragraffi all’ingresso di casa è comunque consigliato, perché ti permetterà di salvaguardare mobili e tappezzeria dalle unghiate che agisce per segnare il territorio);
– La lettiera non deve MAI essere predisposta nella stessa stanza dove il gatto mangia e beve.
Cibo e acqua non devono stare vicini tra loro (quindi assolutamente evita l’utilizzo della doppia ciotola, che potrai continuare a riempire di secco e umido, ma ti sconsiglio di utilizzarne una metà per l’acqua).
Assicurati che beva… fino a 250 ml di acqua al giorno, soprattutto se non consuma cibo umido ma solo crocchette;
– Crocchette sempre a disposizione, magari grazie ad un distributore automatico che gli conceda di fare gli spuntini che per natura sente di dover fare durante la giornata.
E se la gradisce, servigli, in sua presenza, anche un po’ di pappa umida una o due volte al giorno, nella giusta quantità, affinché venga consumata velocemente.
In questo modo gli lascerai autonomia nella gestione del cibo, ma anche gli darai il senso dell’accudimento, servendogli un po’ di umido.
Per i gatti crocchettari, come il mio Pelù, lascia che la ciotola arrivi a svuotarsi quanto basta per poterla riempire di nuovo, alla sera e poi alla mattina, e riempila con lui presente (dandogli così il senso dell’accudimento).
Concludo questa prima pubblicazione di apertura del Blog con un racconto che ho scritto 3 anni fa e che ho avuto l’onore di veder pubblicato in una raccolta collettiva intitolata ‘Amici gatti’ (ed. Ivvi.it).
Così capirai il perché li ho definiti creature magiche e perché ci tengo a portali sempre virtualmente con me.
Modalità Gatto
Un gatto non è mai per caso, ed anche non è per tutti. L’ho imparato col Mimi e con Fabiana ne ho avuto l’ennesima conferma.
Riavvolgendo il nastro di 12 anni, ancora non ricordo perché odiassi i gatti. Forse perché avevamo avuto solo cani, o perché i gatti del quartiere spesso ci lasciavano tracce nauseabonde su zerbino e macchine. O forse perché non li avevo mai vissuti e davo ascolto a tutte le dicerie che sui felini si raccontano.

Beh, il Mimi…era decisamente un cagnolino travestito da gatto e credo che proprio per questo sia riuscito a conquistarmi in così breve tempo.
Ho dovuto documentarmi per garantirgli una buona vita; non sapevo nemmeno come, quando e cosa dargli da mangiare.
E poi, decidendo di concedergli la libertà che, a pian terreno e nel mio isolato, avrebbe potuto godersi con grande tranquillità, dovetti accettare momenti d’ansia, per un ritorno non puntuale, e a volte mettermi a letto poco serena, perché aveva deciso di non rincasare.
In altre parole, dovevo fidarmi di lui e mettermi in modalità Gatto e dimenticare guinzagli, cancelli e tutto ciò che faceva parte del mondo cinofilo a cui ero troppo abituata.
Credo fortemente che il Mimi fu un dono, e sono felice di averlo accettato in tempo, prima che un evento negativo rimettesse in dubbio tutte le mie convinzioni e mi buttasse nuovamente a terra. Tirai per l’ennesima volta le somme e non trovai il solito zero ma 1…il Mimi, che mi faceva sentire così amata e ben voluta da gratificarmi più che se fosse stato un vero cagnolino.
I gatti si conquistano ogni giorno; si offendono e te lo fanno pesare; si spazientiscono, si arrabbiano, e te lo fanno capire.
I gatti sono degli eterni adolescenti: non apprezzano le smancerie; non accettano supremazie; hanno bisogno di una guida, ma poi si arrangiano anche tanto.
Però se ti stimano, e te lo meriti, possono ascoltarti, volerti molto bene e starti vicino…ma sempre senza smancerie.
Avere lui al mio fianco, libero e felice di considerarsi il mio coinquilino peloso, mi faceva sentire una persona positiva, mentre chi mi aveva ferita era riuscita a farmi sentire proprio cattiva.
Ripartii da uno e arricchii la mia vita di molti amici, e di tante belle conoscenze con cui interagire e confrontarmi in modo costruttivo e speciale.
Anche Fabiana non è arrivata per caso, un anno fa, e soprattutto non ha sbagliato i tempi.
Il suo essere cucciola, ed il suo essere Fabi, mi ha aiutata a non disperarmi troppo per la morte di Chanel, la mia micetta vecchierella, a ridere anche un pò durante il Lockdown di Primavera, e soprattutto ad essere una migliore stallante per due cuccioli lattanti, che mi son stati affidati 5 mesi fa.
Io li nutrivo, ma lei li coccolava, li puliva, li accudiva come una vera mammina.
Ho saputo riconoscerla e ne sono felice, e nuovamente ringrazio il cielo per il fantastico dono che ancora una volta, e nel momento giusto, ha saputo farmi con lei.
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